Guardando queste foto ho subito pensato a opere di writers molto ben organizzati, ma quando ho letto le date… 1918!
Fu proprio durante la prima guerra mondiale che l’artista inglese e ufficiale di marina Norman Wilkinson escogitò questo efficace metodo per “cammuffare” le navi da guerra e rendere difficile le valutazioni di posizione e dimensione dei mezzi.
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Questo post è scritto da Marta Coghetto
Quello che leggete quì è una discussione spontanea nata su friend feed sul futuro della pubblicità, rubato per voi. Il futuro della pubblicità? Internet. Le agenzie + snelle e dinamiche per poter competere con le opportunità/difficoltà che il grande mezzo metterà a disposizione.
Internet ha cambiato profondamente tutti i settori che ha toccato, è successo con la musica, è successo con il turismo, è successo con l’editoria, perchè dovrebbe essere diverso per la pubblicità? Lo so che alle agenzie non piace tutto questo, ma anche i produttori di carrozze non hanno gradito l’avvento dell’auto.
è un po’ ciò che è ermerso oggi nel convegno allo IULM – Maurizio Goetz
Attendo di capire cosa accadrà ai commercialisti – Commercialista da iPod
curiosa. e che risposte ci sono state a questa domanda emersa? – markettara
Non sono per niente d’accordo perché detta cosi sembra che “internet” ha cambiato qualcosa. E’ il digitale che ha cambiato e sta cambiando il mondo. Tutto quello che non è “potenza” può essere trasformato in numeri (anche i pulsanti e i deviatori), tutto quello che può essere trasformato in numeri può essere implementato in un microprocessore (che può essere “stampato” in miliardi di pezzi), tutto ciò che passa o esce da un microprocessore può essere inviato in una linea e quindi in Rete. Tu hai solo toccato una piccola parte “massacrata” dall’accoppiata Digitale/Rete. Il comparto della Fotografia ha preso una mazzata micidiale e vogliamo parlare dei meccanici sotto casa? Ci sono professionalità sparite per colpa del digitale. I Commessi dei Palazzi?? Una volta tutto passava per le loro mani e non poteva entrare una mosca senza il loro permesso. Adesso passa tutto in rete, nei corridoi ci sono sensori che individuano quelli non autorizzatti e le porte dei Boss hanno videocitofoni e negli ingressi i varchi fanno apparire le foto degli autorizzati. Nessuno è al sicuro con la potenza del calcolo e la velocità di banda e la capienza di archiviazione, neanche voialtri addetti ai lavori. (e c’era bisogno di fare un convegno per tutto questo??) – Yeridiani
in parte si Paolo, si è parlato di rischi e di opportunità del crowdsourcing, ma si è percepito che c’è comunque non dico un rifiuto, ma poca voglia di sperimentarlo in agenzia. Nonostante questo ho apprezzato molto le vostre critiche che ho trovato molto pertinenti – Maurizio Goetz
Daniela Ferrando ha fatto una bella sintesi che pubblicherò sul mio blog – Maurizio Goetz
Il lavoro da casa forse non è mai stato così bello!
L’idea dell’Office Pod nasce a Londra nello studio di architettura Tate Hindle dove a un certo punto si decide di dedicarsi a un progetto che possa rispondere a 4 criteri fondamentali: CONTINUA A LEGGERE » |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Questo post è scritto da Marta Coghetto
Una carrellata di lavori ben selezionati che fanno una fotografia sullo stato di salute della creatività italiana. Il volume di RED Publishing è dedicato all’immagine coordinata, l’identità visiva che ogni marca si costruisce addosso e che la renderà distinguibile in un mercato sempre più inflazionato. Un aspetto fondamentale in ogni strategia di marketing e comunicazione.