©Debora Barnaba

Debora Barnaba - fotografia

Debora Barnaba fotografiaDebora Barnaba fotografia

Debora Barnaba fotografia

Debora Barnaba cerca di passare dal particolare all’universale attraverso il filtro selezionatore dell’esperienza privata. Nelle forme catturate dall’obiettivo fotografico, le sue emozioni sono declinate nei tratti del mondo esterno.
Le sue opere evitano sia il rischio di un puro astrattismo quanto quello di un simbolismo intimistico.
Sempre in equilibro tra interno ed esterno, l’artista ci mostra l’assoluto che sente di avere al centro della propria anima, attraverso gli oggetti che fanno parte della nostra vita.
Debora Barnaba cerca di superare il limite Cartesiano della mente privata. La sua intimità è ritrovata ed esibita in una esteriorità comune a tutti, in quanto assoluta e universale.
Con una formula possiamo dire che l’artista porta i sentimenti all’assoluto mostrandone la loro incarnazione nelle forme del mondo.
L’arte diventa un ponte tra le emozioni, non più private e incomunicabili, e l’esperienza visiva, apparentemente accessibile a tutti. L’artista cerca di superare le difficoltà della comunicazione umana. Ogni soggetto diventa funzionale alla sua poetica se può esprimere un momento sia interno che esterno, sia privato che pubblico.
Si comprende la forte carica erotica di tutta la sua opera, soprattutto nelle forme apparentemente più neutre e lontane dalla facile carnalità del corpo umano. L’erotismo è, per definizione, il percorso di apertura verso l’altro in una successione di forme e gesti che affondano le radici nell’universale.
Debora Barnaba, affronta con cura i suoi soggetti, piegando la luce attorno a corpi e oggetti per isolarli e congelarli sulla superficie delle sue opere, ormai trasfigurati dal loro ruolo di cifre dell’alfabeto di un’ontologia universale.
Grazie a lei, troviamo la nostra dimensione più privata in una cornucopia di immagini che, come le figure platoniche, a un tempo ci costituiscono e a un tempo ci proiettano verso una realtà diversa dalla nostra.
Con rara sapienza tecnica, l’artista gioca con i corpi umani rivelando, attraverso ombre e luci a volte spietatamente dure e a volte ambiguamente soffuse, l’elemento comune tra percezione e oggetto, tra pensiero e immagine, tra interno ed esterno, tra soggetto e oggetto, in un crescendo di attrazione erotica cui è impossibile sottrarsi.

Riccardo Manzotti 2008

Esposizioni:

“Locus Animae”
dal 23 luglio al 7 agosto 2010
collettiva al Palazzo del Turismo  Jesolo con catalogo

“Artparty”
dal 24 aprile al 6 giugno 2010
collettiva al Museo di Arte Moderna e Contemporanea Castello di Masnago con catalogo

“Premio Ghiggini Arte Giovani IX ed.”
dal 26 marzo al 30 aprile 2010
collettiva dei finalisti del Premio
Varese

“Doppio misto”
21 marzo 2009 collettiva a La Casa nel Giardino Casalzuigno, Varese con catalogo

“Cycling art”
Dal 22 al 28 settembre 2008
Mostra fotografica in occasione dei mondiali di ciclismo di Varese lungo via Volta fotografie di promozione del territorio

“Cristalli di Rocca”
dal 27 agosto al 7 settembre 2008
collettiva a Rocca Grimalda;

“BuguggiArte”
9 settembre 2007
collettiva a Buguggiate;

“Mostra d’arte en plein air”
selezione finale per collettiva dal 2 al 9 giugno 2007
chiostro di Voltorre, Gavirate;

“Open box”
collettiva il 26 e 27 maggio 2007
villa Molina, Venegono Inferiore, Varese

“Mostra d’arte en plein air”
20 maggio 2007
Ispra;

“Body-il corpo umano nell’arte contemporanea”
collettiva dal 21 aprile al 30 giugno 2007
Spazio Expo Culturali GB Design, Figline Valdarno, Firenze

“Il corpo nell’eros”
con Annalisa Scandroglio
dal 3 al 18 febbraio 2007
centro artistico culturale milanese

“Insolitemozioni”
collettiva dal 14 al 19 gennaio 2007
Laboratorio Emozionale Roma

“BuguggiArte”
collettiva 3 settembre 2006
Buguggiate Varese

“Talenti”
collettiva dal 4 aprile al 12 maggio 2006
università IULM, Milano

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